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 Il 2 giugno 1946 il Referendum popolare decreta la nascita della Repubblica Italiana e dell'Assemblea Costituente, chiamata a cambiare le sorti del nostro Paese. Per la prima volta le Donne italiane possono esprimersi e lo faranno in tantissime (l'89 per cento). Di queste donne che, come Carla Vasio, classe 1923 individuarono in quel voto il riconoscimento del "diritto all'autonomia di pensiero e di cultura", 21 entrarono a far parte dell'Assemblea Costituente. Dal lavoro di quell'Assemblea nacque la Costituzione Italiana, la più bella del mondo. I suoi principi furono pensati per sancire i diritti dei cittadini: libertà, democrazia, lavoro, salute, istruzione. Diritti che sono tutelati dal rispetto dei doveri che attiene principalmente alla classe politica, chiamata sempre, in ogni tempo e in ogni situazione, ad agire per il bene dei cittadini, perseguendo le azioni che migliorino la vita e i rapporti sociali ed economici, non perdendo mai di vista la verità, la giustizia, la solidarietà senza le quali nessuna società può dirsi veramente civile.

Per questo il 2 giugno non è soltanto una "festa", un pretesto per esibizionismi e protagonismi privi di valore e di vero rispetto per la democrazia. Deve essere un momento di riflessione profonda per la meravigliosa eredità che quelle Donne e quegli Uomini ci hanno lasciato, un tesoro che stiamo rischiando di non saper custodire.

Nella foto: gli occhi delle 21 Donne, Madri costituenti; gli occhi, perchè le Donne hanno uno sguardo diverso su tutte le cose; lo sguardo delle Donne vede oltre ciò che vedono gli occhi; è lo sguardo dell'anima.

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