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Bellavista: stare bene nel quartiere

“Costruiamo servizi attivatori di strategie di prossimità”

Da novembre 2015 a ottobre 2016: si è inteso incrementare il capitale sociale esistente e realizzare reti di prossimità con cui aiutare e guidare gli abitanti del quartiere più vulnerabili (in modo specifico gli inquilini delle case di edilizia sociale e gli anziani) al fine di imparare a connettersi a servizi, associazioni, vicinato, utilizzando le opportunità del territorio.

Per dare continuità al lavoro precedente (“Bellavista si cura”), l’Associazione Bellavista Viva in partenariato con il Gruppo Abele ha elaborato tale progetto, che ha ottenuto il contributo di Manital e Compagnia di San Paolo – Fondo Risorsa Canavese. Operativamente sono stati  individuati e promossi alcuni soggetti o servizi “attivatori di strategie di prossimità”:

  1. il custode sociale, con il compito di rilevare i problemi delle persone in stato di bisogno a causa di precarie condizioni di salute, problemi abitativi e/o per difficoltà di carattere sociale, e messa in relazione con la rete territoriale dei servizi pubblici e privati;
  2. la casa della salute, un luogo di promozione di stili di vita sani, attivatore di reti di prossimità, sede di un ciclo di incontri formativi/informativi in merito a varie tematiche, dalle malattie dell’invecchiamento all’alimentazione, alla sicurezza

 

Bellavista: stare bene nel quartiere 2

“Diamo continuità al progetto”

Da ottobre 2016 a settembre 2017: si è cercato di confermare e consolidare la figura del custode sociale e la presenza della casa della salute nel quartiere, seguendo la rotta tracciata nella progettazione precedente.

Manital e Compagnia di San Paolo – Fondo Risorsa Canavese hanno sostenuto anche questo progetto, elaborato sempre da Bellavista Viva e Gruppo Abele. Ripercorrendo tutto il percorso, si osserva che l’attivazione di servizi e soggetti “cuscinetto” che vanno a migliorare la vita degli abitanti del quartiere è necessaria ed efficace poiché nei contesti di edilizia residenziale pubblica è forte nei cittadini la sensazione di abbandono da parte delle istituzioni e dei servizi pubblici. Si evidenzia come il nodo cruciale sia la relazione tra gli inquilini e la stessa ATC. Nel corso del progetto è stato avviato un dialogo con la Presidenza di questo ente istituzionale per prevedere l’inizio della sperimentazione del portierato sociale, già avviata con buoni risultati nella Città di Torino. Diventa dunque necessario immaginare la presenza di un soggetto terzo vicino ai bisogni degli abitanti, ma che abbia un forte riconoscimento all’interno dell’ATC. Non di meno si è rivelato fondamentale il continuo confronto con il Comune di Ivrea, Assessorato Politiche Sociali, che è sfociato al termine del 2017 con la sigla di un accordo tra la Città eporediese e l’ATC per un portierato sociale nelle case di edilizia sociale.